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INDIGESTIBLE

It goes without saying that what is indigestible is the contents of this paper. Although a well-known fact, it bears repeating that this constitutes rather an irresistible invitation to read on than a sagacious caution to the potential reader.

In what follows countless believable testimonials of apparent deaths mistaken for real shall be omitted. This being no work of literature, I refer you to an abundance of detailed readings which are easy to come by. Humanity has always rejected the horrifying possibility of a posthumous revival after inhumation, yet still the problem is relevant even today. It is not about drawing the short straw in the lottery of life and death, but it is a possible outcome nonetheless, since most of us do not die through mangling or decapitation (even though it appears that the brain remains active even after many seconds), where real death is true. To think that it might not happen to us is as absurd as saying that we can never ever be struck by lightning.

If you read on, happy reading.

In 1980 I had the opportunity of reading Les enterrés vivant (Baltand, 1979) by J.Y. Péron-Autret. The book was published in 1980 by Mondadori (I sepolti vivi), and is currently available in both French and Italian. Since then, but also a long time prior to that, there have been countless writings of an impressionistic or more or less document-based and scientific nature on certified physical deaths and the mistakes that have attended them. Continua a leggere »

INDIGERIBILE

Naturalmente ciò che è mal digeribile  è il contenuto dell’articolo.Va detto, anche se è risaputo, che diventa un irresistibile invito alla lettura invece che una saggia distanza suggerita ai candidati lettori.

In questo intervento verranno omessi innumerevoli e credibili testimonianze di morti apparenti scambiate per reali. Non essendo  un pezzo letterario vi rimando a letture dettagliate e numerose, disponibili facilmente. Anche se l’umanità ha sempre allontanato l’orribile eventualità di un tardivo risveglio dopo l’inumazione, il problema, dopo tutto, esiste anche modernamente. Non è una estrazione sfortunata alla lotteria della vita e della morte, ma pur sempre una eventualità possibile, poiché la maggior parte di noi non muore maciullata o decapitata ( anche qui però pare che il cervello rimanga attivo anche dopo parecchi secondi) dove la morte reale è vera. In tutti gli altri casi è solo la putrefazione certa e diffusa che parla di morte reale. Pensare che a noi non può capitare è una sciocchezza come quella che un fulmine non ci colpirà mai e poi mai.

Buona eventuale lettura.

Nel 1980 ebbi l’occasione di leggere “Les enterrés vivants”( Editors Baltand, 1979) di J.Y. Péron-Autret. Il testo venne poi pubblicato da Mondadori nel 1980 (“I sepolti vivi”. Il  libro si trova ancora sia in francese che in italiano. Da allora, ma anche molto molto prima, troviamo innumerevoli letture più o meno suggestive e più o meno documentali e scientifiche  sugli accertamenti della morte fisica e sugli errori eventualmente connessi. Continua a leggere »

Porque el esclavo que baila es libre………..mientras baila (from Isabel Allende – Island Beneath the Sea)

Because the slave who dances is free………..while he is dancing.

We will come back to that.

Many colleagues with small reputations will not like these observations and those with big reputations will not even take them into consideration. Otherwise, with the right memory and adequate doses of honesty, what follows will prove accessible to many.

Without getting embroiled in difficult formulae, the third law of thermodynamics tells us that “Every action has an equal and opposite reaction.” One example among many: if I shoot at an object with a rifle, my shoulder will receive a kick of equal intensity. The force may even break a bone. Up to this point, things are clear to everyone, and it may be applied without exception to all phenomena when force is applied to something. Without exception. Now with a little logic and without too much imagination we may expand our focus, except that we run up against questions about “uncomfortableness” (when there are any), which do nothing to change the abovementioned third law. Continua a leggere »

Porque el esclavo que baila es libre……mientras baila (  da Isabel Allende – La isla bajo el mar)

Lo schiavo balla perché è libero……..finchè  balla

Vedremo più in là.

Queste osservazioni  non piaceranno a molti colleghi di poca fama perché quelli importanti non le prenderanno nemmeno in considerazione. Mentre con buona memoria e altrettanta onestà riusciranno comprensibili a molti.

Senza addentrarsi in formule difficili, dalla la terza legge della termodinamica sappiamo che “Ad ogni azione corrisponde una azione uguale e contraria”. Esempio fra i molti: se sparo con un fucile ad un oggetto, la mia spalla riceverà un contraccolpo di uguale intensità. Questa forza potrà anche spezzarmi un osso. Fino a qui ci arriviamo tutti, e si può, senza eccezioni, applicare ad ogni fenomeno quando si faccia uso di una forza contro qualcosa .Senza eccezioni. Ora possiamo allargarci con un minimo di logica e senza troppa fantasia, ma qui però entrano in gioco motivi di “inquietudine”(quando ci sono) che non modificano però la terza legge citata. Come la mettiamo se il fucile l’abbiamo usato contro un bersaglio inerte, un innocente immobile albero, una anatra sfigata, o contro un essere umano? Dobbiamo ammettere di trovarci in una situazione imbarazzante, perché non sfuggono alla terza legge della termodinamica: l’autore dello sparo,e la spalla che riceve il colpo di ritorno, perdono con l’uomo-bersaglio la facilità di assoluzione con logiche discutibili o addirittura scientifiche. Tutto facile? Non proprio. Infatti a una legge fisica non importa nulla di una legge morale, anche se cerchiamo disperatamente di farla quadrare. Infatti se al posto di un parente caro mettiamo un lontano Chagos (bravi se trovate la loro verità) allora possiamo metterli più astutamente con l’anatra o l’albero, ed essere assolti. Bisogna tener presente che ho sparato io e che la spalla è la mia. Guaio serio quello del “ danno di ritorno”. Ma il mio è soltanto un punto di vista per niente originale su chi spara (o non spara). A me interessa la terza legge della termodinamica, perché non sono competente circa quale, quanto, e soprattutto quando ci sarà il rispetto  della legge, che non può mancare. Continua a leggere »

From Indaco 5 – sixth lesson – 11 January 2003

Revised 2010

The topic is practically limitless, and therefore what follows is necessarily limited in scope. It may be of some use nonetheless.

 It is worth, before going on to talk about colours, taking an overall view of the function of sight and making a few general, but pertinent, comments.

As for sound, with which it shares its basis, it is to be noted that when we look at or listen to something we partialise reality. In other words: the search for a tree in the landscape or a sound in the universe demands the sacrifice of reality as a whole. Continua a leggere »

Da Indaco 5 – sesta lezione – 11 gennaio 2003

Rielaborazione 2010

L’argomento è praticamente senza limiti e perciò questo intervento va considerato di poco respiro. Può servire comunque.

Prima di parlare dei colori è meglio però si dia uno sguardo generale sia alla funzione della visione che a qualche osservazione generale ma pertinente.

Come per il suono, poiché si tratta di uguale fondamento, va notato che quando guardiamo o ascoltiamo qualcosa parzializziamo la realtà. Mi spiego: la ricerca di un albero nel panorama o di un suono nell’universo, sacrifica la realtà dell’insieme. Come dire che se ascoltassimo il silenzio e non guardassimo nulla avremmo udito e visto tutto, mentre invece siamo sempre alla ricerca della parte nel tutto, Continua a leggere »

SOUND AND ENERGY

 Indaco 5 – fifth lesson – 2 November 2002

Excerpted and edited from the Neapolitan masters’ of 1979

Further edited in 2010

SOUND AND ENERGY

 According to a statement issued by the World Health Organisation (WHO), “for all pathologies in which behavioural, emotional and spiritual factors play a significant role, it is difficult to support the view that the scientific method has made any noteworthy contribution. Indeed, some believe that there are clear signs of deterioration.”  

Contradictions aside, it is at least a step in the right direction. I reproduce the citation here, because, alongside over-simplifications and debatable generalisations, you will find here statements that go against scientific orthodoxy, which has nonetheless earned itself the disapproval even of the WHO. Continua a leggere »